La Natura delle cose

CREDITS

 

Regia, coreografia, scene Virgilio Sieni

Collaborazione alla drammaturgia e traduzioni Giorgio Agamben

Musica originale Francesco Giomi

voce Nada Malanima

con Jari Boldrini, Ramona Caia, Nicola Cisternino, Maurizio Giunti, Andrea Palumbo

Costumi Geraldine Tayar

strutture gonfiabili Fly In Balloons s.r.l.

maschere animali Chiara Occhini

prosthesis e consulenza meccanismi, automazioni Giovanna AmorosoIstvan Zimmermann-Plastikart

si ringrazia Tempo Reale Firenze

Produzione Teatro Metastasio – Stabile della Toscana, Compagnia Virgilio Sieni

collaborazione alla produzione Torinodanza, CANGO Cantieri Goldonetta Firenze  

 

La Compagnia è sostenuta da Ministero dei beni e delle attività culturali, Regione Toscana, Comune di Firenze – Assessorato alla Cultura, Comune di Siena – Assessorato alla Cultura

SCHEDA

 

LA NATURA DELLE COSE

 

La Natura delle cose di Virgilio Sieni, si basa sul poema filosofico-enciclopedico di Lucrezio, De rerum natura.

I cinque danzatori attraversano le tre scene dando vita a un compatto quartetto di uomini e a una figura femminile metamorfica e sempre presente, come la Venere-dea dell’atto generativo evocata da Lucrezio all’inizio del suo poema.

La scelta del De rerum natura coincide con l’urgenza di rivolgersi alla natura delle cose, alla loro anima e origine, ponendo la danza come strumento di indagine e come manifesto per una riflessione sull’oggi.

 

La drammaturgia è stata elaborata a partire dal testo di Lucrezio; a questo scopo Virgilio Sieni si è avvalso della prestigiosa collaborazione di Giorgio Agamben, tra i più importanti e originali filosofi del nostro tempo, noto e tradotto a livello mondiale.

La musica è una creazione originale di Francesco Giomi, compositore e direttore del centro Tempo Reale Firenze.

Il testo dello spettacolo è stato letto e registrato dalla celebre cantante Nada, che per la prima volta offre il suo contributo vocale in uno spettacolo coreografico.

Attraverso una partitura di elementi sottili, dove la luce sembra sostituirsi al corpo e il senso del vuoto all’apparizione di corpi trasfigurati e galleggianti, si apre uno squarcio su un corpo unico che abita la scena: un corpo che comprende altri corpi, altre forme; che lancia messaggi di pace e che si rivolge all’ascolto, alla democrazia e alla libertà della tecnica, al senso laico del mistero. Una complessa macchina fisica che permette a Venere, presenza umana e pupazzo allo stesso tempo, di muoversi in una prolungata sospensione corporea, per poi discendere lentamente, per gradi, fino a terra.

Su questi temi lo spettacolo incontra lo spirito e gli intenti del filosofo latino, riflettendo sull’oggi.

Lucrezio dà vita a un discorso scientifico sul movimento degli atomi e dei corpuscoli per arrivare a individuare all’interno delle cose una dialettica tra delizia e orrore, tra nascita e morte, tra voluttà e disgregazione, legando a un’analisi materialistica della realtà lo sviluppo necessario dell’etica e del sentimento; così la danza, partendo dalla costruzione coreografica e dalla riflessione sul movimento del corpo nella scena, arriva a definire una poesia fisica che richiama uno sguardo pronto ad aprirsi su accadimenti estremi e impressionanti, che sfuggono al dominio della razionalità. E’ in questa dimensione che i corpi si mostrano allo stesso tempo ricoperti di simulacri e denudati, e si mostrano nel loro atto di genesi e di costruzione, nel loro formarsi e trasformarsi; qui la pelle si espone al vuoto, fondando un tempo che si apre alla sospensione e affermando decisamente, con Lucrezio, che “nulla nasce da nulla”.

 

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LA NATURA DELLE COSE

from De rerum natura by Lucretius

 

 

direction, choreography, sets Virgilio Sieni

collaboration on dramaturgical writing and translations Giorgio Agamben

original music Francesco Giomi

voice Nada Malanima

with Ramona Caia, Jari Boldrini, Nicola Cisternino, Maurizio Giunti, Andrea Palumbo

costumes Geraldine Tayar

inflatable structures Fly In Balloons s.r.l.

animal masks Chiara Occhini

prostheses and consulting on mechanisms and automation

Giovanna Amoroso and Istvan Zimmermann-Plastikart

thanks to Tempo Reale Firenze

production Teatro Metastasio – Stabile della Toscana, Compagnia Virgilio Sieni

collaborating on production Torinodanza, CANGO Cantieri Goldonetta Firenze

the Company is supported by

Ministry for Cultural Heritage and Activities, Region of Tuscany, Municipality of Florence – Council for Culture

 

The nature of things, the scene as a stripping naked of the body

 

 

Every moment is tenuous, and the group of five dancers, intended as a single body, produces gestures in the space, not ritual gestures, but a continuous liberation of one gesture into another.

 

It opens with a simulacrum, not an image. It is detached from the dancer’s or man’s body, this image of the mind that has the capacity to shift perception of its own equilibrium: in effect, in nightmares as in reflected images, one can say that the gaze is not turned inwards, but annuls itself to allow space for something else and for the other; and the simulacrum guides us in the dance and in the three scenes.

 

Venus passes through three ages.

She is first an eleven-year-old, then a two-year-old baby, and finally an eighty-year-old woman. It is not a precise cycle, but a rebound in time; not a temporal inversion but the traces of memory in the adult body. In this sense, the structure has been determined by the posture of the body and how it is constructed in various stages of life.

Venus is first suspended; then she comes down to earth, her bust erect and perfectly straight; and finally, in the third scene, looks us in the eyes from a void, belly to the ground. Venus is thus also descent, fall and decline, she is the gaze of each moment, ever more tenuous.

 

For twenty minutes, Venus never truly sets foot on the ground.

A source of enchantment and delight, suspended, lifted and moved by four men who guide her in her dynamic. Each time limiting herself to an unhurried advancement, one thinks of the inclinations of atoms in an uncertain moment when, during their vertical fall, they encounter an imprecise point lacking matter.

 

What I have in mind is not so much flight as a mechanism inserted into the score in which Venus’ body is clinamen, that tiny swerve and tendency of atoms that Lucretius noted. Streaming images define the body as momentary, a subtle membrane that incessantly tends to detach itself.

TOURNÉE

Pisa, Teatro Verdi, 4 aprile 2020

Udine, Teatro Palamostre, 14 marzo 2020

Catania, Scenario Pubblico, 18, 19 gennaio 2020

Milano, Teatro Elfo Puccini, MilanOltre Festival, 5 ottobre 2019

Dublino, Dublin Dance Festival, Abbey Theatre, 14, 15 maggio 2019

Firenze, Fabbrica Europa 2019, Teatro della Pergola, 30, 31 maggio 2019