Fuga Pasolini_Ballo 1922_Udine

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LUOGHI, DATE e ORARI

Udine, Teatro San Giorgio
1-10 novembre 2015

CREDITS

Ideazione, coreografia: Virgilio Sieni
Musiche originali: Michele Rabbia – eseguite dal vivo dall’autore (1 novembre)
Interpreti: Ilaria Armellini, Giulia Bean, Chiara Bertossio, Tammy Bonaiuti, Donatella Bordon, Ilaria Borghese, Chiara Busato, Giovanna Cipolla, Daniele Crivellaro, Alice D’Altoè, Gaia De Santis, Alessandra Di Nunno, Francesco Fausto, Massimo Franceschet, Federica Garbino, Rosalia Garzitto, Mariantonietta Giffoni, Giada Grandi, Martina Lauria, Margherita Mattotti, Anita Merlini, Emanuela Moro, Silvia Palmano, Chiara Pasqualini, Antonella Pedretti, Emanuela Pilosio, Federica Purgatori, Leonora Rajic, Claudia Rinaldi, Elisa Rossetto, Giovanna Rovedo, Danijela San Grgic, Olivia Silvestri, Michela Silvestrin, Anna Spironelli, Andrea Tami, Martina Tavano, Valentina Toffoletti, Anna Toldo, Cristiana Vettor, Giovanna Zanchetta, Giorgia Zanin, Alice Zanor
Assistenti al progetto: Pilar Gallegos e Flavia Romano

 

Durata: 60’
Produzione: CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
Prima rappresentazione:Udine, Teatro San Giorgio, 1 novembre 2015

SCHEDA

Il progetto ideato per la città di Udine coinvolge gruppi di persone di diversa età – anziani, giovanissimi, danzatori, cittadini, donne e uomini, madri, padri e figli – nella realizzazione di un ciclo di quadri coreografici ispirati all’opera di Pier Paolo Pasolini.
Partendo dal gesto del mettersi in cammino – uscita da una terra, esodo verso un nuovo mondo, fuga dai nemici – si visita il corpo dell’altro, lo si sostiene, ci se ne prende cura.
Una comunità che procede senza sosta, un viaggio che racchiude un atlante di gesti da scoprire nella loro bellezza e piccolezza, come un archivio delle posture umane nelle epoche.
Pier Paolo Pasolini ci indica da vicino la strada anticonformista e inaspettata del corpo, ci introduce a una geografia di sguardi, di vite che si confrontano con le altre costruendo il gesto della comunità, il sapore del dettaglio, lo sprigionarsi di realtà che chiedono ascolto, durata, sospensione, luce.