Cena Pasolini_Bologna

ph. Roberto Serra

CREDITS

Ideazione, coreografia: Virgilio Sieni
Musica corale:  Savani di Carpi
Direzione musicale :  Giampaolo Violi
Assistente alla coreografia :  Giulia Mureddu
Assistenti al progetto :  Gaia Germanà, Daina Pignatti
Cura del progetto :  Lorenza Paniccià
Interpreti : Irene Luce Adagio, Alice Andreoli, Anna Bacchi, Pietro Baldelli, Silvana Barilli, Samuele Baschieri, Iolanda Battini, Lorella Begatti, Sara Bertani, Lara Bertesi, Stefania Biagini, Giovanna Bianco, Angela Bisi, Antonella Bolognesi, Dante Bonetti, Barbara Bonini, Lorella Borghi, Isa Caiumi, Pietro Caputi, Camilla Casadei Maldini, Silvia Caselli, Eugenia Casini Ropa, Paolo Cervigni, Antonella Cimino, Giorgia Cotza, Paola Cremaschi, Claudia Cuppini, Leocadia De Luca, Sofia De Martino, Giuseppe De Vitti, Giulia Dickmans, Mariateresa Diomedes, Stefano Facchini, Emilio Ferrari, Franco Ferrari, Vanna Fortini, Anna Ganzerli, Emma Gatta, Francesco Germanà, Sofia Gessi, Silvia Gialdi, Gianfranco Giannerini, Carlo Giorgio, Franca Giovanardi, Margherita Giovannini, Lorena Grattoni, Lucia Grugnaletti, Corrado Gualdi, Camilla Guarino, Benedetta Guidi, Enrico Lugli, Loretta Lusetti, Nicole Magrone, Clemente Mai, Guido Malagoli, Mirco Malaguti, Giovanna Marinelli, Irene Martone, Eleonora Massa, Giuseppa Matranga, Vito Melita, Morena Melotti, Giuseppina Monaco, Gianni Monari, Anna Moruzzi, Letizia Obertis, Lea Oppenheim, Giovanna Palmieri, Manuela Palmieri, Andrea Pelati, Maria Grazia Percorari, Caterina Peronce, Licia Pongiluppi, Giovanni Provesi, Ondina Laura Quadri, Anna Raimondi, Claudia Retteghieri, Simona Righi, Michele Rodi, Maria Rossi, Lidia Rovatti, Annalena Ruggeri, Bernardetta Ruini, Lara Russo, Elena Rustichelli, Serena Saba, Osanna Sacchi, Viola Sansone, Antonia Serino, Carlo Alberto Setti, Marisa Sotgiu, William Stefani, Chiara Tabaroni, Luciana Tattini, Marcella Terrusi, Elisa Tinti, Andrea Tiraboschi, Goffredo Togliani, Francesca Toni, Maria Tusino, Francesca Vacchi, Mariavittoria Vecchi, Uliano Vescovini, Flavia Zaganelli, Emanuela Zanotti, Enrica Zironi, Chiara Zompa

Durata:45′
Prima rappresentazione: Bologna, Palazzo Re Enzo, Salone del Podestà, 3 aprile 2015
Produzione :Compagnia Virgilio Sieni, Emilia Romagna Teatro Fondazione

 

SCHEDA

Una moltitudine di interpreti – persone di tutte le età, dai bambini agli anziani – dà vita a cinque ultime cene eseguite contemporaneamente nello stesso spazio. Come in un pentagramma: i cinque tavoli corrispondono ad altrettante coreografie che compongono, per richiami e canoni, una grande partitura scenica. Accompagnati dal canto del coro, i gesti migrano da un tavolo all’altro perdendosi in una selva di corpi. Il pubblico è libero di camminare intorno alla coreografia, dove incontrerà, perderà e ritroverà volti, sguardi e gesti che si staccano dalla quotidianità facendo risuonare ingenuità e fragilità, nobiltà e dolore. Come ha detto Pasolini a proposito del suo Vangelo secondo Matteo: “…qualcosa che contraddica radicalmente la vita come si sta configurando all’uomo moderno, la sua grigia orgia di cinismo, ironia, brutalità pratica, compromesso, conformismo, glorificazione della propria identità nei connotati della massa, odio per ogni diversità, rancore teologico senza religione”.
 

RASSEGNA STAMPA

 

È come guardare una distesa di erba alta battuta dal vento ricordandosi che davvero il vento«soffia dove vuole». Viene con il respiro della voce che da un punto absidale dello spazio delSalone del Podestà, dove la Corale Savani di Carpi forma a una lunetta con al centro il suodirettore, entra nella navata e scompiglia le figure, le solleva, le incurva, le abbatte: Cena Pasolinidi Virgilio Sieni (la conclusione del progetto Nelle pieghe del corpo, un mese di spettacoli aBologna) all’inizio si presenta proprio così, con un uomo che è già salito su uno dei tavoli, e unafila di donne al lato opposto del rettangolo che stese a terra alzano lentamente un bracciodisegnando nell’aria un semicerchio, con quell’aspetto “rituale e quasi ginnico” che il coreografofiorentino nei suoi appunti riprende da Roberto Longhi intento a studiare La morte di Adamo diPiero della Francesca. Con lo spettatore che, varcata la porta, si ritrova nel mezzo della salatagliata dai cinque tavoli, lungo foglio di pentagramma sul quale i corpi dei bambini, delle donne,dei giovani, degli adulti, degli anziani imprimono note animose, lunghe e brevi, leggere e gravi,interpunzioni a piedi nudi colorate di tinte pastello.

Attilio Scarpellini, “doppiozero.com”, 9 Aprile 2015